Il Tempo secondo Salvo Cuccia

Mirage Room: quattro modi di rappresentare il Tempo.

Diva Zappa e Salvo Cuccia nello studio di Fabrice de Nola durante le riprese del film Summer ’82.
When Zappa came to Sicily
. Palermo, novembre 2012. Foto: Giuseppe C. Mineo.

Salvo Cuccia è un artista borderline, un creatore di immagini in movimento che ha sempre lavorato sul confine tra generi e dispositivi. La sua formazione di base è cinematografica, anche se il linguaggio audiovisivo che ha costruito negli anni si è intrecciato con il dominio delle arti visive.
Nel suo immaginario – intensamente legato alla propria terra di origine, ma contaminato da esperienze e visioni multiculturali – si fondono insieme narrazione, documentazione e sperimentazione, secondo un sincretismo iconografico ricco di stimoli e di stratificazioni.

Sia i suoi video e film (i lavori “monocanale”, proiettati in sala o proposti alla televisione), che le sue installazioni (un cinema “esposto” che prende forma su più schermi), hanno un respiro narrativo, sospeso tra il passato arcaico e ancestrale della Sicilia e del Mediterraneo (come Prima Sicilia, Selinunte, Ce ne ricorderemo di questo pianeta, o Fuori rotta), e le moderne mitologie della globalizzazione (Specular cities, per esempio).

Il modo di raccontare di Salvo Cuccia si articola da un lato in un montaggio frenetico e scomposto, in un découpage fortemente musicale, proprio come alcuni dei soggetti trattati (l’ultimo dei quali è Frank Zappa e il suo rapporto con la cittadina siciliana di Partinico), dall’altro si incarna in poche immagini chiave, secondo una logica di sintesi e di simbolizzazione. Pensiamo a installazioni come Il Satiro danzante o Vucciria, quest’ultima ruotante intorno a una stessa immagine, che avvolge lo spettatore e lo immerge tra i suoni e i colori del mercato palermitano congelato nel tempo.

Anche nelle quattro opere installate per il Museo Riso nella Cappella dell’Incoronazione, a Palermo, Cuccia sceglie di lavorare con i concetti di tempo e di memoria.

VUCCIRIA
Il primo lavoro che si presenta allo spettatore della mostra Mirage Room è Vucciria, installata nella navata della Cappella dell’Incoronazione.

Salvo Cuccia, Vucciria, 1994/2013, fotogramma del video.

L’opera era stata già allestita nel 2011 a Catanzaro, per la mostra sulla videoarte italiana Corpo Elettronico, dove l’installazione su 4 grandi schermi, avvolgendo totalmente lo spettatore, era fortemente immersiva.
Qui lo schermo è unico, ma ad ogni modo “sfonda” la parete, dando la sensazione di trovarsi in una strada del famoso mercato palermitano.

La sequenza filmata, desunta da un video monocanale realizzato da Cuccia alcuni anni fa, estapolata e fatta rivivere nel contesto dell’installazione, assume una diversa dimensione spazio-temporale, diventando crocevia sospeso tra un eterno presente palpitante e vitale, e un passato animato, carico di presenze fantasmatiche che si fondono indissolubilmente con quel luogo, in una serie di istanti “fatali” in cui si manifesta, anche attraverso la grana pellicolare, una tarkovskijana “pressione del tempo”.

DITTICO DEL TEMPO
I due ritratti che compongono il Dittico del Tempo, proiettati sulla parete dell’abside della Cappella dell’Incoronazione, sono i volti di una ragazza e di una donna anziana.

Salvo Cuccia, Dittico del Tempo, 2013, installazione video.

Il fatto che siano entrambe filmate con pellicola Super 8, riveste un duplice significato all’interno dell’immaginario di Cuccia: la granulosità fotochimica coagula su questi volti lo scorrere del tempo, attraverso una matericità di supporto che rende ancora più evidente la famosa “morte al lavoro ogni 24 fotogrammi al secondo” di cui parla Jean Cocteau a proposito del cinema, espressione artistica che – inesorabilmente – ha il compito di registrare il nostro graduale avvicinarsi alla fine.
L’utilizzo del Super 8 – dispositivo a bassa definizione che l’autore non ha mai smesso di utilizzare, mescolandolo spesso al medium elettronico – rimanda, appunto, alla formazione di filmmaker di Cuccia, prima ancora che di artista video.

I volti delle due donne sono in quelli della madre e della figlia dell’artista; sono dunque corpi letteralmente autobiografici; tale corrispondenza rafforza maggiormente la poetica di questo lavoro. Le due figure si passano idealmente il testimone, tasselli di un infinito mosaico di volti e paesaggi, fili di una trama che Cuccia tesse da quasi un trentennio, con una dialettica creativa in cui confluiscono mito e realtà, parola e icona, natura e civiltà.

TIME ROOM
Nella sala ipostila della Cappella dell’Incoronazione è allestita l’installazione Time Room, che ha come protagoniste delle lumache.

Salvo Cuccia, Time Room, 2013, particolare dell’installazione.

La chiocciola è un simbolo del Tempo, e con il suo guscio spiralico allude al concetto di crono-circolarità.
Nell’installazione una chiocciola in video attraversa lo spazio seguendo direttrici sempre diverse e casuali, fino a sovrapporsi per pochi istanti con il suo doppio, realizzato in ceramica. La “lumaca-schermo” tridimensionale è un elemento scultoreo, che segna il passaggio dal virtuale (il video) al reale (l’oggetto).

MIRAGE S
In Mirage S, opera prodotta da Fabrice de Nola e installata nella sala ipostila, Salvo Cuccia si apre infine allo spazio totale, quello di un deserto marocchino.
Il video non è proiettato, ma il visitatore può vederlo sul proprio smartphone, leggendo il codice QR dipinto nel quadro realizzato per l’occasione da Fabrice de Nola.

Fotogramma dal video di Salvo Cuccia. Deserto del Sahara, Marocco, 2008. Fonte: YouTube.

Anche qui, come in Vucciria, l’immagine scelta è unica – estrapolata da uno dei tanti Super 8 dell’artista-filmmaker – come un quadro in movimento caratterizzato da un indefinito punctum. Il deserto diventa lo stadio terminale di un percorso dal ritratto alla veduta, in cui la visione si fa miraggio, illusione di poter catturare anche solo un frammento di tempo e custodire una porzione di spazio, sottraendoli al fluire convulso dell’esistenza.

Bruno Di Marino

ARTICOLI CORRELATI
Mirage Room, scheda sulla mostra.



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Informazioni su Mirage

Mirage è un progetto di Fabrice de Nola e Salvo Cuccia, realizzato in collaborazione con il Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, ed esposto dal 28 febbraio al 25 aprile 2014 a Palermo, Cappella dell'Incoronazione e Museo Riso.
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