Nota sui percorsi di una immagine

L’architettura dell’informazione delle immagini incerte di un miraggio.

Fotogramma del video di Salvo Cuccia. Erg Chebbi, deserto del Sahara, Marocco, 2008. Fonte: FdN/YouTube.

Mirage è una serie di dipinti ipermediali che ho prodotto insieme a Salvo Cuccia, e che descrivono sinteticamente un’immagine del deserto del Sahara marocchino. I dipinti sono stati realizzati osservando il paesaggio indirettamente, attraverso un fotogramma video.

Il video – incorporato nel codice QR dipinto in ognuno dei quadri – è stato girato da Salvo Cuccia in Super 8 da un’auto in movimento. L’immagine è mossa e sgranata, e si sofferma su un punto in cui c’è qualcosa di incomprensibile, forse un miraggio.

Il video, nella sua informalità da appunto di memoria di viaggio, utilizza un linguaggio simile a quello dei reportage d’azione, lasciando intendere una presunta oggettività.
La pittura simula invece un linguaggio stilisticamente soggettivo, per certi versi analogo ai linguaggi utilizzati dalla pittura impressionista ed espressionista.

Di fatto, però, il video è un’impressione soggettiva, mentre il quadro è una trasposizione, oggettiva e manuale, di una immagine immateriale nella materia del quadro. Un processo in cui, in questo caso, si accumulano (anche deliberatamente) distorsioni interpretative, prodotte da errori umani e di macchina, in una sorta di impressionismo-espressionismo meccanico, influenzato dalle caratteristiche fisiche e dalle disposizioni ambientali dei soggetti umani e meccanici coinvolti.

Fabrice de Nola, Mirage, 2014, particolare del dipinto, acrilico su tela. Fonte: FdN/Flickr.

Nell’insieme di quadro e video, la realtà appare brevemente e si dissolve come qualcosa di inafferrabile e fugace. L’opera, frammentaria, concettuale e quasi astratta, prende forma nelle sue trasposizioni, trattando la realtà come un flusso di memoria instabile e in via di definizione.
Qui la realtà è considerata come un racconto umano in cui si cristallizzano storie e mistificazioni, di cui l’opera stessa è un minuscolo tassello. Mirage è dunque un punto da cui osservare un processo di codificazione della realtà attraverso linguaggi disomogenei e diversi.

IPERMEDIALISMO
L’altro dato rilevante di Mirage è che la pittura sembrerebbe annullare se stessa, o l’idea di ciò che dovrebbe essere la pittura, trasformandosi da schermo primitivo (ovvero ciò che la pittura è sempre stata) in schermo ipermediale.
Qui la pittura compie una sorta di suicidio rituale, scempio da cui risorge meticciata con altri media, come rinnovata discendente di se stessa, delle sue derivazioni tecnologiche, e più viva che mai. È la pittura ipermediale.

Fabrice de Nola, Mirage, 2014. Acrilico su tela, cm 140 x 200. Fonte: Flickr.

L’opera complessiva è “diffusa” su dei media che in vario modo sono diversi e distanti fra loro, sia formalmente che fisicamente.
Il dipinto è un’immagine concreta, un oggetto materiale installato nel mondo fisico, quello della realtà tangibile, comunemente considerata il “mondo reale”. L’immagine originale del video è una immagine analogica, formata su una pellicola fotochimica, che esiste come oggetto materiale.
Il video è stato riversato in digitale, diventando una immagine costituita da informazioni numeriche, immateriali come lo è il linguaggio verbale. L’immagine digitale del video appartiene dunque a quello che viene comunemente definito (forse impropriamente) il “mondo virtuale”. Di fatto però, questa informazione immateriale ha anch’essa una sua collocazione nel mondo delle cose concrete, dato che si trova da qualche parte in un server di YouTube.

Il dipinto e il video si trovano fisicamente molto lontani, ma sono uniti dal codice QR, un linguaggio codificato comprensibile ai dispositivi cellulari. Il codice introduce informazioni immateriali nel mondo fisico, è una scrittura rivolta alla “macchina”. Ha una funzione di media intermedio, di ponte, di collegamento. È un collante, medium di un altro media visibile su un dispositivo (lo smartphone) che non ha nulla a che fare con il quadro, ma è una protesi mentale e sensoriale dell’osservatore, una sua estensione tecnologica.

L’insieme forma un immaginario distribuito, diffuso, reticolare. Una piccola rete neurale artificiale, che struttura le immagini incerte di un miraggio, la più tipica delle illusioni sulla realtà del “mondo reale”.

ARTICOLI CORRELATI
Mirage, scheda sull’opera.
Mirage S, scheda sull’opera.



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Informazioni su Fabrice de Nola

Fabrice de Nola is an Italian-Belgian artist. His research and practice focuses in the fields of information architecture and augmented reality integrated to painting, site-specific installations, and cultural heritage sites.
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